Il "Caravaggio" - COMUNE DI CARAVAGGIO

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Già: ma nacque proprio qui il Caravaggio?
Sul mistero della nascita si sono create nel tempo due correnti di pensiero: quella che conferma la paternità di Caravaggio, e quella che lo vuole nato a Milano. Entrambe fondate su supposizioni, mancando un documento ufficiale: il padre, Fermo, sovrintendente alla manutenzione degli edifici del marchese di Caravaggio Francesco Sforza, è a Milano nell'anno in cui nasce (forse il 29 settembre 1571); Fermo e Lucia, i fratelli di Michelangelo, nati dopo di lui, sono nel registro dei battezzati in Santa Maria della Passerella, chiesa del capoluogo lombardo.
Ma lì il suo nome non c'è.
Scomparso è invece il registro dell'archivio parrocchiale di Caravaggio per gli anni che potevano interessarci (1569-1585).
E dunque? Oltre ogni ragionevole dubbio, fondiamo la nostra opinione sull'unica certezza: firmandosi (anche sui documenti notarili) 'Michel Angelo da Caravaggio' il Merisi si è sempre dichiarato caravaggino.



 

Il 20 ottobre del 1577 Michelangelo (ha appena compiuto i sei anni) perde padre e nonno; la famiglia era a Caravaggio già da un anno per sfuggire alla peste che invece anche qui li raggiunse. A Milano lo ritroviamo nell'aprile del 1584 quando sottoscrive un contratto di apprendistato nella bottega di Simone Peterzano. Il 25 settembre 1589 è una data per certi versi importante: Michelangelo vende alcune terre di proprietà in Caravaggio dichiarando di avere diciotto anni; in questo atto di vendita e in altri documenti, fino al 1592, risulta sempre essere"habitans Caravagii".
Il 29 novembre del 1590 muore anche la madre e da qui al suo arrivo a Roma, stimato nella seconda metà del 1592, il Merisi, quasi sempre a Caravaggio, si disfa della sua parte di patrimonio familiare. Passa da un lavoro all'altro per guadagnare il necessario che gli consenta di rimanere a Roma. Il 23 luglio del 1599 firma il contratto della sua prima commissione pubblica: la decorazione della Cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi (San Matteo e l'angelo, La Vocazione e il Martirio di San Matteo). Due anni dopo consegna in Santa Maria del Popolo la Crocifissione di San Pietro e la Conversione di San Paolo. Sono anni di intenso lavoro: esegue, tra le altre, almeno tre opere per il marchese Ciriaco Mattei (fra cui la Cena in Emmaus). Le opere del Caravaggio cominciano a diventare particolarmente apprezzate. Ma nel frattempo si distingue anche per una serie di risse e denunce. Finito in carcere per diffamazione, ne esce grazie all'intervento dell'Ambasciatore di Francia. E' il 1603. Due anni dopo fugge a Genova dopo un'aggressione ad un notaio; passato qualche giorno torna a Roma: il notaio ha ritirato la querela. Il 28 maggio 1606 Michelangelo, durante l'ennesima rissa, uccide un uomo ed è costretto alla fuga da Roma. Rimessosi dalle ferite (ospite del Colonna sui colli Albani) fugge a Napoli dove nei primi mesi del 1607 esegue le Sette opere di misericordia per l'altare maggiore della nuova Chiesa del Pio Monte della Misericordia. Nel luglio di quell'anno lo troviamo a Malta dove riceve il cavalierato il 14 luglio dell'anno successivo. Qui esegue tra l'altro la Decollazione del Battista e il San Gerolamo scrivente. Ma d'un tratto la sua libertà viene interrotta: i motivi restano ignoti.
E' l'inizio della fine. Michelangelo fugge (aiutato?) e ripara in Sicilia. Siracusa, Messina, Palermo: lavora ancora molto, ma è irrequieto, forse braccato. Torna a Napoli dove lo troviamo ferito il 24 ottobre del 1609. Dipinge un gran numero di tele tra cui il Martirio di Sant'Orsola, il San Giovanni Battista, il Cavadenti. Lascia via mare la casa della Marchesa di Caravaggio Costanza Sforza Colonna; alla dogana di Palo (una località presso Cerveteri) lo fermano; corrompe i doganieri e si libera; si dirige a piedi verso Porto Ercole, lungo il litorale, nel tentativo di recuperare le sue cose sulla feluca che lo trasportava. Inutilmente: è il 18 luglio del 1610 quando muore, colto da febbri. O almeno così pareva…Si é anche accreditata l'ipotesi che a porre fine alla sua esistenza sia stato un sicario, ancor prima che arrivasse a Porto Ercole; lì la sua tomba non è stata ancora trovata. Dopo quello sulla nascita, un altro mistero, quello della morte. Resta di certo la grandezza della sua opera.


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