Due passi in città - COMUNE DI CARAVAGGIO

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Lasciato il complesso di San Bernardino iniziamo il nostro itinerario cittadino dirigendo verso il centro. Sulla rimanente parte di Viale che ci divide dall'Arco che appare sul fondo lasciamo alla nostra sinistra il Parco Comunale, realizzato negli anni settanta sulle ceneri di un cappellificio e completamente rifatto nel 2001.

PORTA NUOVA

L'Arco di Porta Nuova fu terminato nel 1709, eretto in occasione della Incoronazione della Beata Vergine al Santuario concessa da Roma nel 1708 e celebrata nel 1710, e in quella festa inaugurato. L'Arco è imponente; sull'attico un gruppo marmoreo, di autore ignoto, riproduce il miracolo dell' Apparizione; sulle porte laterali due angeli di marmo rustico reggono trombe di rame; nella nicchia sottostante ci sono la Madonna con Giannetta (in marmo bianco) e un putto che teneva, nella mano del braccio mancante che si ruppe cadendo al suolo alcuni anni fa, un giglio dorato proteso verso il Santuario.




LE MURA MEDIEVALI

Porta Nuova fu di fatto il quinto accesso a Caravaggio che tra l'XI e il XII secolo aveva quattro Porte: Folcero, Seriola, Prata e Vicinato. Nel 1788 per la proibizione ad effettuare sepolture nel centro fu aperta Porta Specchio (in fondo all'attuale via Banfi) che conduce al Cimitero. Gli accessi danno sulla vecchia circonvallazione che con minime variazioni segue il tracciato del fosso difensivo che scorreva ai piedi delle mura medievali. Le mura furono abbattute nella seconda metà del XIX secolo; resta intorno a Caravaggio l'ampio fossato qui perfettamente visibile alla destra dell'Arco. Proprio alla fine di questo tratto, in una zona invisibile dalla strada, durante i lavori di sistemazione della spalla del fosso è stata rinvenuta nel 1995 la base di un torrione appartenente alle mura.

L'OSPEDALE E IL MONASTERO

Superata Porta Nuova si entra in Largo Cavenaghi. La piazza è dominata dal grande edificio di destra, sede fino al 1971 dell'ospedale. E' questo un corpo di fabbrica che fu annesso alla fine del Seicento al nucleo vero e proprio del Monastero di San Giovanni Battista (girato l'angolo lo vedete in via Roma), appartenuto prima all'Ordine degli Umiliati e dedicato ai Santi Pietro e Paolo; poi, soppresso l'Ordine nel 1582 da Papa Gregorio XIII, chiesa e convento vennero assegnati ai Cistercensi che vi si insediarono nel 1603 e nel ventennio successivo ristrutturarono il complesso nel modo in cui è ora visibile. La ristrutturazione attribuita in un primo tempo a Pellegrino Tibaldi , l'architetto del Santuario, sarebbe invece opera di Giulio Cesare Mangone (fratello di Fabio) uno dei maggiori architetti del barocco milanese. Parte dell'edificio annesso, che fu adibito ad ospizio, fu venduto verso la fine del 1800 all'Ospedale che, dopo la soppressione dell'ordine dei Cistercensi avvenuta nel 1798, acquistò anche l'immobile del Monastero.




 


SAN GIOVANNI BATTISTA

Alla fine del complesso conventuale si trova la Chiesa di San Giovanni Battista, il tempio secentesco annesso al Convento che sostituì appunto la chiesa degli Umiliati dove contrassero matrimonio il 14 gennaio 1571 Fermo Merisi e Lucia Aratori, i genitori del 'Caravaggio'. La chiesa, di proprietà dell'Ospedale civile di Caravaggio fu donata al Comune, insieme a quella di San Bernardino, nel 1978, dopo che anni addietro il Comune stesso ne aveva acquistato gli annessi rispettivi conventi. La chiesa, dall'interno in puro stile barocco, sconsacrata, è in attesa di ristrutturazione; le tele delle parle tele delle pareti, asportate per motivi di sicurezza, si trovano ora, opportunamente restaurate in questi ultimi anni, in alcune sale del Palazzo comunale.

Finisce via Roma e ci affacciamo per un attimo sul rione Folcero, uno dei più antichi di Caravaggio.
Qui nacque uno dei più grandi artisti di ogni tempo.
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