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LA STORIA E L'EDIFICIO

I primi due riferimenti alla chiesa sono del 1196 e del 1218 (questa citazione è provveduta di intitolazione), ma certamente la sua storia ha origini anteriori, agganciata alla nascita stessa del paese la cui chiesa originaria fu matrice di questa. Delle modifiche, certamente molte, subite nel tempo, ne conserviamo memoria a cominciare da quella che riguarda la facciata ancora oggi esistente.
Concepita in stile romanico (e dunque dal disegno trecentesco) si presenta lombardo-gotica a seguito delle successive trasformazioni. L'edificazione durò comunque, come avveniva spesso, parecchio: il portale, per esempio, non può essere anteriore al 1450 poiché in esso vi figura, a destra di chi guarda, l'immagine di San Bernardino con l'aureola (la canonizzazione è di quell'anno).
Nella seconda metà del XVIII secolo viene trasformato l'interno, che, già manomesso, vede le sue strutture antiche ricoperte, in stridente contrasto con la facciata. La chiesa fu restaurata nel 1932. La facciata fu ulteriormente 'ripulita' nel 1990. In essa si possono notare le tre nicchie del frontone con le statue della Vergine, di S. Fermo e S. Rustico, e, nella lunetta del portale, la Vergine col Bambino e i Ss. Fermo e Rustico, affresco di Giovanni Moriggia.




La chiesa parrocchiale dei Santi Fermo e Rustico
La chiesa parrocchiale dei Santi Fermo e Rustico

LA CAPPELLA DEL SS. SACRAMENTO

Costruita certamente tra la fine del XV secolo ed i primi anni del XVI, era originariamente prospiciente il camposanto lì collocato e solo successivamente incorporata alla chiesa. La cappella, chiaramente bramantesca, è stata arbitrariamente attribuita al Battagio, autore della Incoronata di Lodi.

I SANTI FERMO E RUSTICO


Si narra che di passaggio a Caravaggio (per Porta Vicinato) e diretti a Verona dove furono decapitati nel 306, resuscitarono in paese un morto. Le loro reliquie, di proprietà della Curia di Bergamo, furono donate a Caravaggio nel 1588. In un primo tempo furono portate nella Chiesa di San Giovanni in Vidalengo e da lì, con solenne processione, vennero traslate a Caravaggio il 21 agosto di quello stesso anno.

LA DECORAZIONE DELLA CHIESA

La ricostruzione grafica della pianta della chiesa e le note sono tratte da un pieghevole realizzato nel 1938 e recentemente aggiornate da Pietro Tirloni. I numeri arabi indicano le volte dipinte da Federico Ferrario e dal figlio Carlo (fine secolo XVIII); i numeri romani corrispondono alle altre opere.

1. I corvi recano il pane a Elia
2. Daniele e l'idolo Bel
3. Davide e Abigail
4. Davide compra l'aia di Ornan
5. Immolazione di Isacco
6. Il libro dei sette sigilli
7. Melchisedech offre i pani
8. Abramo e i tre Angeli
9. Mosè discende dal Sinai con le Tavole
10. Davide versa l'acqua in libazione a Dio
11. Preparazione del Tabernacolo
12. Agar e Ismaele nel deserto
13. Elia e l'Angelo
14. La verga di Aronne
15. Mosè al roveto ardente
16. Incontro di Giacobbe con Esaù



Pianta della chiesa dei Santi Fermo e Rustico
Pianta della chiesa dei Santi Fermo e Rustico

I. Cappella dei Santi Rocco e Sebastiano. Madonna col Bambino tra i Santi Francesco, Rocco e Sebastiano (Fermo Ghisoni, 1505-1575).Di fronte a sinistra, S. Stefano; a destra S. Lorenzo (sec. XVII)
II. Cappella di S. Antonio da Padova. Ai lati due dipinti raffiguranti Miracoli del Santo ( fine del sec. XVII)
III. Cappella della B.V. del Rosario. Ai lati e nella volta quindici pannelli con i Misteri del Rosario (sec. XVII). Di fronte a sinistra, S. Gerolamo; a destra S. Domenico e la Madonna (Andrea Asper, 1655)
IV. La Vergine del Suffragio (sec. XVIII). Ai lati S. Teresa e S. Mauro (sec. XVII). Di fronte a sinistra, S. Pietro Martire; a destra S. Caterina da Siena (sec. XVII)
V. Sarcofago di Fermo Secco (primi anni del sec. XV). Sul bassorilievo è raffigurata la Vergine col Bambino tra S. Antonio Abate e S. Marco che le affidano la famiglia. Sopra, l'iscrizione che commemora le gesta di Fermo.
VI. L'Apparizione della Madonna a Giannetta (Giovanni Moriggia, 1844)
VII. Gli Apostoli e Angeli Musicanti (Francesco Prata, prima metà del sec. XVI)
VIII. S. Luca (Bernardino Campi, 1571)
IX. L'ultima Cena e L'Annunciazione (B. Campi, 1571)
X. S. Giovanni Evangelista (B. Campi, 1571)
XI. Il Redentore (sec. XVII)
XII. S. Matteo (B. Campi, 1571)
XIII. La Lavanda dei piedi e La deposizione (B. Campi, 1571)
XIV. S. Marco; accanto Gesù e la Samaritana (B. Campi, 1571)
XV. L'Apparizione di Gesù a Margherita Maria Alacoque (Mario Albertella, 1923)
XVI. Arcibanco (Bottega dei Carminati, sec. XVII)
XVII. Altar Maggiore (sec. XVIII)
XVIII. Martirio dei Santi Fermo e Rustico (G. Moriggia ,1834)
XIX. Madonna col Bambino e i Santi Fermo e Rustico (Giulio Cesare Procaccini, 1570-1625)
XX. I Santi Fermo e Rustico passando per Caravaggio risuscitano un morto (sec. XVII-XVIII)
XXI. Cappella delle SS. Reliquie. Madonna col Bambino e i Santi Ambrogio, Carlo e Gottardo (sec. XVII)
XXII. Cristo deposto (Francesco Prata, prima metà del sec. XVI)
XXIII. Madonna col Bambino tra i Santi Pietro e Andrea (Cristoforo Ferrari de' Giuchis, 1504)
XXIV. La Natività, S. Cristoforo, S. Caterina d'Alessandria (Nicola Moietta, 1529)
XXV. Il Battesimo di Gesù (Coriolano Malagavazzo, 1571)
 
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