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Le origini geologiche dei fontanili

Il fenomeno delle risorgive prende origine dalla differente conformazione litologica della Pianura Padana.
Sia alla destra che alla sinistra del Po', pur con alcune differenze significative, si possono distinguere essenzialmente tre diverse fasce.
A monte si trova una zona costituita prevalentemente da un potente ammasso di detriti rocciosi che viene comunemente indicata come "fascia dell'alta pianura".
In posizione intermedia troviamo una zona caratterizzata da terreni prevalentemente ciottolosi con presenza di lenti di argille e sabbie e ricca in superficie di numerosi fontanili, detta per questo "fascia delle risorgive".
A valle invece la tessitura del terreno è caratterizzata da una pressoché assoluta prevalenza di materiali finissimi: argille, sabbie, limo; è questa la "fascia della bassa pianura" .
Questa diversa conformazione della pianura padana ha iniziato ad originarsi già nell'ultima fase dell'era cenozoica (undici milioni di anni fa), quando le catene delle Alpi e degli Appennini erano oramai completamente emerse dall'antico mare che le sovrastava e che continuava ad occupare i territori posti tra le due compagini montuose con una specie di grande golfo in cui si insinuava l'Adriatico. Gli agenti atmosferici iniziarono subito a smantellare e i fiumi ad incidere i potenti ammassi rocciosi.


Le limpide acque di un canale originato da pił fontanili vanno ad irrigare i terreni
Le limpide acque di un canale originato da più fontanili vanno ad irrigare i terreni

Nel corso del pleistocene, iniziato circa un milione di anni fa, le glaciazioni succedutesi contribuirono prepotentemente ad un accumulo verso valle dei detriti: infatti i grandi e turbolenti fiumi che originarono dallo scioglimento dei ghiacciai ebbero presto buon gioco del golfo marino colmandolo con i materiali strappati e trasportati da Alpi e Appennini.
Questi materiali si distribuirono lungo le direttrici principali seguite dai fiumi formando degli ammassi caratteristici di forma pseudoconica con l'apice rivolto verso lo sbocco delle vallate da cui provenivano: queste strutture caratteristiche vengono dette "conoidi" e prendono generalmente il nome dal fiume che le ha generate.

Così la pianura bergamasca appare formata essenzialmente da cinque conoidi (Adda, Brembo, Serio, Cherio e aglio) distinguibili tra loro principalmente a causa della diversa origine dei materiali che li compongono e che ovviamente, derivando da vallate diverse per formazione e composizione delle rocce, riflettono in buona parte tali differenze anche nella composizione dei terreni alluvionali della pianura.
Naturalmente l'immane impresa del riempimento del golfo marino che occupava l'attuale Pianura Padana non procedette in modo costante ed omogeneo: così allo sbocco delle vallate alpine si accumularono dapprima i materiali più grossolani, quindi via via che le pendenze dei fiumi diminuivano e le acque diventavano meno turbolente, si andarono accumulando materiali sempre più fini sino alle sottilissime sabbie, ai limi e alle argille che oggi si incontrano nei fertili terreni della bassa pianura.
Anche sul versante appenninico si verificarono fenomeni analoghi sebbene privi dei potenti ammassi alluvionali che caratterizzano l'alta pianura del versante alpino: questo fatto giustifica la minore importanza dei fenomeni di risorgiva alla destra orografica del Po'.
Infatti l'origine dei fontanili sta proprio nella diversa composizione litologica delle due principali fasce che distinguono i terreni dell'alta da quelli della bassa padania.
La fascia intermedia o fascia delle risorgive, altro non è che una zona di transizione tra i permeabilissimi terreni dell'alta pianura e quelli quasi impermeabili della bassa pianura.
Infatti a causa del tessuto del terreno già descritto le aree molto permeabili dell'alta pianura assorbono durante le piogge e dai fiumi che sboccano dalle vallate alpine, una massiccia quantità di acqua.
Quest'acqua nel suo procedere verso sud, si distribuisce in profondità secondo alcune direttrici principali dette falde freatiche le quali sono anche direttamente responsabili dei fenomeni di risorgiva. '
Queste falde d'acqua, che in alcuni casi assumono l'aspetto di veri e propri corsi d'acqua sotterranei, quando giungono in presenza delle spesse lenti di argilla impermeabile della bassa pianura, sono impedite nel loro viaggio e quindi costrette a tornare in superficie.
A causa di questo fenomeno alla sinistra del Po' si distingue una fascia di risorgive che origina poco prima della Stura di Demonte, presso Cuneo, e giunge sin quasi a Monfalcone interrotta unicamente in prossimità dei rilievi dei Colli Berici ed Euganei. Sulla destra orografica del Po' il fenomeno è molto più contenuto e la fascia dei fontanili è irregolare e limitata ad alcune aree localizzate principalmente tra il corso dei fiumi Orba e Staffora e tra Nure e Secchia sino a giungere in prossimità di Bologna.

In provincia di Bergamo, lungo il conoide del Serio, si possono distinguere almeno tre principali livelli di falda dai quali originano tre diverse serie di risorgive. I primi fontanili che si incontrano scendono da nord, sono posti lungo una precisa linea che partendo poco sotto Brembate, nella zona di confluenza tra Adda e Brembo, prosegue attraverso Urgnano e Ghisalba sino a raggiungere Palosco. I fontanili di Canonica d'Adda, di Pognano, Spirano, Cologno e Palosco sono quasi tutti fontanili di prima falda e sono localizzati principalmente sulla conoide del Serio e anche in parte su quelle del Brembo e del Cherio.
Più in basso inizia ad emergere la seconda falda lungo una linea immaginaria che unisce Cassano d'Adda a Calcio passando a sud di Romano di Lombardia: qui i fontanili ricevono un apporto idrico più costante durante l'anno e l'acqua di risorgiva origina quasi esclusivamente sulle conoidi di Adda, Serio e aglio.
Infine una terza serie di fontanili si trova localizzata tra Rivolta d'Adda e Torre Pallavicina distribuendo si a sud sin' oltre Capralba e Camisano in territorio cremasco.
Sono questi i fontanili che originano in buona parte dalle acque di terza falda, quelle più costanti in apporto idrico e temperatura e che sono localizzate sulle conoidi dell'Adda e dell'aglio.
Complessivamente la fascia dei fontanili in territorio bergamasco-cremonese raggiunge una larghezza di quasi trenta chilometri presentando quindi uno dei punti di massima ampiezza in Pianura Padana.
Il fontanile Brancaleone può ritenersi inserito tra i fontanili che originano dalla seconda falda e quindi caratterizzato da un apporto di acque abbastanza profonde e da un regime idrico pressoché costante.
Ciò valeva sino a pochi decenni or sono quando tutti i fontanili presentavano portate idriche costanti e in generale si notavano solo lievi modificazioni stagionali.
Si avevano perciò delle fasi di massima portata idrica nella tarda primavera, portata che andava diminuendo man mano durante l'estate, per riprendere quindi con nuovo vigore all'inizio dell'autunno mantenendosi nuovamente costante sino al termine dei mesi invernali.
Questo andamento ciclico avveniva in funzione della piovosità tipica del clima subcontinentale della Valle Padana caratterizzato da piogge particolarmente abbondanti in primavera e nella tarda estate.
La lunga permanenza nel sottosuolo delle acque e la forte filtrazione conseguente alla percolazione attraverso numerosi strati del terreno, giustificavano la limpidezza, la temperatura e la composizione chimica costanti delle acque di fontanile.
Oggi le acque freatiche non soggiacciono più alla sola regolazione da parte degli eventi naturali (precipitazioni, siccità, ecc.), ma a tutta una serie di elementi di origine umana che ne modificano enormemente le caratteristiche fisico-chimiche. I forti emungimenti attuati sulle falde idriche, sia per scopi agricoli che per scopi industriali, continuano a creare consistenti modificazioni nel regime delle acque sotterranee; inoltre l'inquinamento causato soprattutto dall'eccessivo uso di pesticidi e di altri prodotti chimici in agricoltura e dagli scarichi delle industrie, stanno modificando radicalmente le caratteristiche fisico-chimiche delle acque dei fontanili padani portandoli verso un lento quanto inesorabile degrado.
Nel caso del Fontanile Brancaleone a questi pericoli comuni oramai a tutte le risorgive padane si aggiungono, data la particolare posizione e struttura dello stesso, una serie di ulteriori inconvenienti a cui occorrerà porre rimedio al più presto se non si vorrà assistere impotenti al suo definitivo degrado.
Infatti le risorgive che costituiscono il complesso della Riserva Naturale del Brancaleone, poste a Nord di Caravaggio tra gli abitati di Pagazzano e Vidalengo, sono al centro di un sistema idraulico estremamente complesso.

La tipica vegetazione di una risorgiva padana
La tipica vegetazione di una risorgiva padana
Tutta l'area del Fontanile è attraversata dalla Roggia Basso che riceve le proprie acque dal fontanile stesso e dalla Roggia Sopra.
Il complesso della Riserva Naturale appare così suddiviso in tre zone: a Nord Est la Fontana Brancaleone propriamente detta, a Nord Ovest la Fontana Basso e a Sud Ovest la Fontana Nuova: tutti e tre questi sistemi di risorgive sono tributari della Roggia Basso che originata presso il fontanile prosegue il suo corso verso Caravaggio.
La Roggia Basso è così alimentata dal confluire di acque di varia origine: quelle sorgenti dal Fontanile Brancaleone, quelle portate dal Cavo Circone e quelle della Roggia Brembilla, queste ultime entrambe provenienti dalla zona di Brignano Gera d'Adda.
Tutte queste acque, da sempre utilizzate quali efficiente sistema di irrigazione, oggi sono purtroppo usate come comodo veicolo per l'eliminazione di rifiuti industriali e agricoli.
Così la Roggia Sopra attraversa il Fontanile Brancaleone carica di inquinanti raccolti a monte che vanno ad interferire pesantemente con le risorgive contaminandole già all'origine.
Poiché allo stato attuale è difficile pensare ad un efficiente disinquinamento di un sistema idraulico così complesso, l'unica soluzione realmente prospettabile per eliminare in tempi brevi l'inconveniente rimane quella di deviare le acque della Roggia Sopra a Nord del Fontanile evitando così che giungano presso le risorgive utilizzando a tale scopo, anche eventualmente potenziandolo, il complesso sistema di canali già esistente.
 
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